In breve
Un calo dopo un Google Update non dimostra automaticamente una penalizzazione. Search Console permette di capire quali pagine hanno perso clic, impression e posizione, distinguendo possibili effetti algoritmici da stagionalità, calo della domanda o problemi di CTR. L’AI può accelerare l’analisi del dataset, ma la diagnosi resta da verificare.
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Tra il 18 e il 21 agosto 2026 Google ha messo online il terzo spam update del 2026, ovvero un aggiornamento dei propri sistemi per individuare meglio contenuti e pratiche che violano le norme antispam. Tra queste rientra anche quello che Google definisce scaled content abuse: la produzione su larga scala di contenuti poco originali e di scarso valore, pubblicati principalmente per manipolare il posizionamento nei risultati di ricerca.
L’intelligenza artificiale può naturalmente essere utilizzata per produrre questo tipo di contenuti, ma Google chiarisce un punto importante: il problema non è lo strumento con cui vengono creati, bensì la produzione massiva di pagine senza reale valore per gli utenti.
Facciamo subito due precisazioni, della serie benvenuti alla fiera dei proverbi abusati: non buttiamo via il bambino insieme all’acqua sporca e non utilizziamo rimedi peggiori del presunto male che vogliamo curare.
Il bambino e l’acqua sporca, ovvero: l’utilizzo delle AI non è penalizzato in sé, mentre può diventare un problema quando significa fare un copia e incolla impersonale di contenuti triti e ritriti, magari moltiplicato per centinaia di pagine. Quindi non dovete necessariamente smettere di utilizzare il vostro LLM preferito, ma dovete smettere di farlo acriticamente.
Google, peraltro, dice esplicitamente che l’AI generativa può essere utile per fare ricerca e aggiungere struttura a contenuti originali, ma diventa un problema quando viene utilizzata per generare molte pagine senza aggiungere valore vero.
Questa affermazione ci porta al secondo proverbio di giornata: non usate rimedi peggiori del male che pensate di avere.
Già, perché non va dato nulla per scontato e, come prima operazione, suggerisco fortemente di verificare se davvero il vostro sito web ha perso visibilità in coincidenza con un recente update di Google.
COME VERIFICARE SE IL TUO SITO WEB HA PERSO VISIBILITÀ IN SEGUITO A UN AGGIORNAMENTO DELL’ALGORITMO DI GOOGLE
Questo è un metodo semplice, gratuito e sempre valido, che utilizza i dati desunti dalla vostra Search Console. Se non avete ancora configurato la Search Console di Google per il vostro sito, fatelo subito!
Fate login nella Search Console, cliccate sulla voce “Rendimento” nel menu di sinistra.
Cliccate sulla voce “Altro” nel filtro delle date e, nella finestra che si apre, cliccate sulla scheda “Confronta”.
In questo caso possiamo utilizzare “Confronta gli ultimi 3 mesi con il periodo precedente”, che opera un confronto tra l’attuale trimestre e quello precedente.
È un ottimo modo per avere una fotografia generale del sito, ma se vogliamo capire meglio cosa è successo intorno all’update di agosto conviene fare anche un secondo confronto più ravvicinato, mettendo a confronto un periodo precedente al rollout con uno successivo. Il trimestre ci mostra la tendenza generale, il confronto più stretto ci aiuta a capire meglio quando è avvenuta la variazione.
Otterrete sia un report grafico con l’andamento del traffico, le linee viola sono le impression, quelle blu i clic, le linee tratteggiate sono quelle del periodo precedente, sia una tabella con query, pagine, clic, impression, posizioni medie e così via.
Cosa guardare in Search Console
Quattro segnali raccontano storie diverse e vanno letti insieme.
Il traffico organico effettivamente arrivato al sito.
Quante volte le pagine sono comparse nelle SERP.
Se il ranking medio è migliorato o peggiorato.
Se la visibilità continua a trasformarsi in clic.
COME ANALIZZARE I DATI ESPORTATI DA SEARCH CONSOLE
Se avete siti web con molti articoli di blog e centinaia di contenuti, difficilmente riuscirete ad avere un quadro preciso da queste schermate: vi consiglio di fare un’esportazione dei dati dal pulsante in alto a destra, in CSV o Excel va benissimo, e fare l’upload del file sul vostro LLM preferito.
A questo punto siete pronti per produrre un prompt che produca un’analisi esaustiva e precisa su quel che è accaduto.
Attenzione però a una distinzione importante: dai dati possiamo individuare cali compatibili con l’impatto di un aggiornamento algoritmico, soprattutto quando coincidono temporalmente con il rollout e coinvolgono posizione, impression e clic. Non possiamo però trasformare automaticamente una correlazione in una prova causale e provata, chiaro?
Un esempio? Eccovi quello che ho usato io.
Il Prompt di Analisi SEO Avanzata
Copia, adatta e usa sul file esportato da Search Console.
Mostra / nascondi il prompt
Ruolo: agisci come un Senior Data Analyst esperto in SEO tecnica e Algoritmi di Google.
Obiettivo: devi analizzare l'intero set di dati del foglio esportato da Google Search Console che ti ho caricato. Il file contiene le metriche di performance (Clic, Impressioni, CTR, Posizione) confrontando gli ultimi 3 mesi con i 3 mesi precedenti. L'obiettivo finale è mappare tutte le pagine presenti senza tralasciarne nessuna e classificarle in una tabella finale per identificare possibili cali compatibili con l’impatto del Google Update avvenuto tra il 18 e il 21 agosto, distinguendoli dai cali fisiologici dovuti alla stagionalità estiva.
1. Logica di analisi e diagnostica (rigorosa)
- A. POSSIBILE IMPATTO ALGORITMICO: la pagina mostra un crollo combinato di Clic (Delta < 0) E di Impressioni (Delta < 0) CON un peggioramento netto della Posizione Media (Delta Posizione > +1.5 o +2 posizioni stimate). Segnala queste URL come prioritarie per ulteriori verifiche, senza considerare automaticamente dimostrato che la causa sia il Google Update.
- B. CALO FISIOLOGICO (Stagionalità / Agosto): la pagina mostra una perdita di Clic (Delta < 0) o di Impressioni (Delta < 0), MA la Posizione Media è rimasta STABILE o è MIGLIORATA (Delta Posizione <= 0.5). Potrebbe significare che la pagina mantiene sostanzialmente la propria visibilità nelle SERP, mentre è diminuita la domanda degli utenti nel periodo estivo. Non richiede automaticamente interventi strutturali.
- C. STABILE / ESENTE: le variazioni di Clic e Impressioni sono prossime allo zero (+/- 5%) e la Posizione Media non ha subito variazioni significative.
- D. MIGLIORATA: la pagina mostra un incremento di Clic (Delta > 0) E/O Impressioni (Delta > 0) supportato da un miglioramento della Posizione Media (Delta Posizione < 0).
2. Fasi Operative del Processo
- Calcolo dei Delta: per ogni singola URL, calcola matematicamente:
- Delta Clic = (Ultimi 3 mesi Clic) - (3 mesi precedenti Clic)
- Delta Impressioni = (Ultimi 3 mesi Impressioni) - (3 mesi precedenti Impressioni)
- Delta Posizione = (Ultimi 3 mesi Posizione) - (3 mesi precedenti Posizione). Nota: un valore positivo indica un peggioramento delle posizioni, es. da 3.0 a 7.0.
- Esecuzione Integrale: non limitarti a fare riassunti o a citare solo le prime righe. Elabora l'intero dataset.
3. Output Richiesto
A. TABELLA DI COMPRENSIONE GENERALE
Costruisci una tabella Markdown esaustiva con: URL Pagina; Stato Diagnostico (Possibile impatto algoritmico / Calo Fisiologico / Stabile / Migliorata); Δ Clic; Δ Impressioni; Δ Posizione.
B. SINTESI STRATEGICA DEI REQUISITI D'AZIONE
Fornisci un riepilogo numerico, per esempio Totale pagine con possibile impatto algoritmico: X, Totale cali stagionali: Y, e isola l'elenco delle sole pagine classificate come "Possibile impatto algoritmico" per permettermi di dare priorità assoluta a queste aree.
Procedi subito all'elaborazione matematica del file allegato.
IL RISULTATO?
Nel nostro caso abbiamo verificato che solo uno delle migliaia di contenuti del sito ha subito un drastico calo della visibilità su Google, con una variazione di posizione, impression e clic temporalmente compatibile con l’ultimo update dell’algoritmo Google.
Non posso naturalmente dimostrare con i soli dati della Search Console che l’update sia la causa esclusiva del calo, ma tutti gli indizi che abbiamo analizzato puntano fortemente in quella direzione.
Si tratta peraltro di un contenuto TOFU, molto lontano dal momento di acquisto ma anche dalla possibile attivazione di una CTA.
COME INTERPRETARE UN CALO DI VISIBILITÀ
Qui conviene fare un’ultima distinzione, perché non tutti i cali raccontano la stessa storia.
Se diminuiscono le impression ma la posizione rimane sostanzialmente stabile, potrebbe esserci soprattutto un problema di domanda o stagionalità.
Se calano impression, clic e posizione soltanto per poche URL, abbiamo probabilmente un problema circoscritto da analizzare pagina per pagina.
Se il peggioramento riguarda intere sezioni del sito, l’indagine deve invece diventare più ampia.
Se i clic diminuiscono mentre impression e posizione rimangono stabili, prima di gridare all’algoritmo conviene guardare CTR, query e aspetto della SERP.
In altre parole potreste avere un problema di performance delle pagine.
Prima diagnosi, poi terapia
Lo stesso calo di clic può avere cause molto diverse.
Possibile calo della domanda o stagionalità.
Segnale compatibile con perdita di ranking da approfondire.
Problema probabilmente circoscritto, da analizzare pagina per pagina.
Controllare CTR, query e cambiamenti nella SERP.
E IL FUTURO?
Personalmente, quindi prendete con le dovute cautele quella che è una mia interpretazione che comunque ritengo francamente basata su fatti, credo che i prossimi update continueranno a muoversi nella direzione di contrastare soprattutto l’utilizzo acritico, massivo e automatizzato delle AI finalizzato a riempire i siti di contenuti senza reale valore.
Continueranno a essere esenti da problemi quei siti che utilizzano gli LLM come strumenti di ricerca, analisi e suggerimento, producendo poi contenuti originali, utili e realmente curati.
Google stessa continua a indicare che l’uso dell’AI generativa non costituisce di per sé una violazione: ciò che conta è se il contenuto viene creato per aiutare gli utenti oppure principalmente per manipolare il ranking.
Anche razionalmente sarebbe difficile immaginare qualcosa di molto diverso, visto che sua maestà Google investe pesantemente in intelligenza artificiale e non credo voglia scoraggiarne l’utilizzo.
COSA NON FARE?
Non credete a messaggi e advertising di soggetti millenaristi dell’ultima ora: il vostro mondo non sta per finire e non siete necessariamente sul lastrico.
Valutate prima se i vostri siti sono davvero in sofferenza, cercate di capire dove e perché e, comunque, anche doveste essere stati colpiti da un aggiornamento algoritmico, è possibile intervenire.
Vuoi sapere come?
Facciamoci una chiacchierata, gratuita e senza impegno come dicevano i bravi venditori di qualche tempo fa, su WhatsApp o in videocall: io ci sono quando volete.
Domande frequenti su Google Update e perdita di visibilità
Alcune distinzioni utili prima di attribuire ogni calo di traffico all’algoritmo.
Come faccio a capire se un Google Update ha colpito il mio sito?
Confronta in Search Console clic, impression e posizione prima e dopo il periodo dell’update. Una perdita simultanea di ranking e visibilità è un segnale da approfondire, ma non dimostra da sola la causa.
Un calo di clic significa sempre penalizzazione?
No. I clic possono diminuire per stagionalità, minore domanda, cambiamenti nella SERP o peggioramento del CTR anche quando la posizione rimane stabile.
Google penalizza i contenuti creati con l’AI?
L’uso dell’AI non costituisce di per sé una violazione. Il problema riguarda soprattutto contenuti prodotti su larga scala senza reale valore per gli utenti e finalizzati a manipolare il ranking.
Perché esportare i dati di Search Console?
Su siti con molte URL l’export permette di analizzare tutte le pagine insieme, calcolare variazioni e isolare rapidamente quelle che richiedono un controllo più approfondito.
Posso usare ChatGPT o un altro LLM per analizzare l’export?
Sì. Può aiutare a classificare URL, calcolare delta e individuare anomalie, purché il risultato venga considerato un supporto diagnostico e non una prova automatica della causa del calo.
Webdo
Il traffico è sceso? Prima scopriamo perché
Un calo dopo un Google Update può dipendere dall’algoritmo, dalla stagionalità, dal CTR o da singole pagine che hanno perso competitività. Prima di rifare mezzo sito conviene capire quale problema stiamo davvero cercando di risolvere.
Analisi preliminare e confronto senza impegno, come dicevano i bravi venditori di qualche tempo fa.


