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Il 2026 è una data epocale: dopo quasi un trentennio di onorata carriera, Google, per come lo conoscevamo, è morto.
Que Viva Google.
Come dite? Voi continuate a usarlo?
Verissimo.
Google continua a esistere ai soliti url e nelle solite app.
Solo che non è più Google: è Gemini, il Fu Google.
E che differenza fa?
Tutta la differenza del mondo: Google era un motore di ricerca che forniva accesso ad approfondimenti, in base alla vostre domande, fornendo collegamenti a siti esterni.
Oggi il Fu Google, come abbiamo già detto altre volte, vedi qui, fornisce direttamente le risposte, grazie all’AI Mode.
Gemini è diventato il cervello e il centro nevralgico di tutta l’architettura Full Stack del fu Google: un’architettura che consente a Gemini di gestire un vero e proprio ecosistema enorme, dalla ricerca ad Android, da Gmail a Google Workspace.

Sundar Pichai ci racconta qui che tutto questo accade perché a Mountain View hanno un solo obiettivo: cercare di farci fare sempre di più grazie a Gemini.
O di farci fare sempre meno senza.
I numeri rendono bene l’idea della portata della ri(n)voluzione in atto: quello che vedete è il grafico che rappresenta la crescita dei token mensili processati negli ultimi due anni. Potete immaginare i token come una sorta di sillaba che costituisce l’unità minima tramite cui le AI codificano e ricostruiscono la realtà, come un vero e proprio enorme puzzle.
Due anni fa i token elaborati erano 9,7 trilioni, oggi siamo a 3,2 quadrilioni.
Ora, per quelli che amano la matematica, ci vuole una precisazione: sembra incredibile (a me che sono ignorante), ma il quadrilione in lingua italiana non corrisponde alla stessa cosa del quadrillion inglese.
Siccome sono ignorante, ve la spiego come la racconta Wikipedia, né più, né meno:
“La differenza dipende dall’uso di due scale numeriche differenti. L’italiano usa la scala lunga, dove il valore cresce di un milione di volte a ogni passaggio; l’inglese (britannico e americano) usa la scala corta, dove il valore cresce di mille volte a ogni passaggio.
La distinzione è netta:
Quadrilione italiano: equivale a un milione di trilioni (10²⁴, cioè un 1 seguito da 24 zeri).
Quadrilione inglese (quadrillion): equivale a mille trilioni, ovvero un 1 seguito da 15 zeri (10¹⁵).”

Aldilà delle sottigliezze matematiche, la crescita è davvero esplosiva.

E qui casca Gemini.
Perché più token si processano, più l’AI diventa il tramite obbligato per qualunque cosa facciate dentro l’ecosistema Google. Non è un dettaglio tecnico da appassionati di data center: è la controprova che il Fu Google non vi sta più solo rispondendo, vi sta portando in giro al guinzaglio, per fare la vostra pisciatina.
Ogni volta che aprite Gmail, Maps, YouTube o la barra di ricerca (a proposito, per il prossimo articolo vi racconterò qualcosa a proposito della barra di ricerca).

Pichai la racconta, naturalmente, come una favola: l’app Gemini passata da 400 milioni a oltre 900 milioni di utenti attivi in un anno, richieste giornaliere moltiplicate per sette, tredici prodotti sopra il miliardo di utenti. Numeri da far girare la testa a qualunque CFO. Ma leggeteli anche al contrario, che è poi l’unico modo onesto di leggerli: significano che sempre più cose, per funzionare come ormai vi aspettate, hanno bisogno che Gemini stia nel mezzo. Non a fianco.
Nel mezzo del cammin mi ritrovai per una selva oscura.

Il fu Google, quindi, è morto.
Ripensandoci, forse la metafora giusta non è un funerale.
È l’Ikea. Entrate per una libreria Billy( vi serviva solo quella) e uscite due ore dopo con un carrello che sembra il corredo di un trasloco, dopo aver mangiato polpette di provenienza sospetta, contribuito con entusiasmo a intasarvi le coronarie con una fetta di torta svedese, e portato a casa l’ennesimo trancio di salmone che nessuno vi aveva chiesto. 

O forse è l’Hotel California:
You can checkout any time you like.
But you can never leave.

 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 

 

 

 

 
 
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