Meno scroll, più vita.
Sembra questo il payoff che accompagna una notizia, se vogliamo, quasi incredibile: Commodore è di nuovo tra noi! Per la gioia di tanti appartenenti a generazione x e Y che, nostalgicamente, rimpiangono i bei tempi andati in cui si programmava in Basic.
In realtà, i veri “arcade addicted” possono già da un po’ acquistare, sul sito ufficiale Commodore, una versione contemporanea del vecchio 64: Ultimate, un 64 rivisitato con HDMI, Usb e Wi-Fi (orrore, esclameranno i puristi). Insomma, un ossimoro vero: tecnologia moderna retrò.
Last but not least: in dotazione una usb (a forma di vecchia cassetta) precaricata con oltre 100 giochi e programmi, tra cui un editor di testo (GeoWrite), un editor grafico (GeoPaint), un software di desktop publishing (GeoScopri).
Ma la vera chicca di cui volevamo discutere è un’altra: è in arrivo il primo cellulare Commodore, un telefono a conchiglia che, idealmente, si pone a metà tra un “cellulare stupido” e lo smartphone, uno strumento che fa “tutto quello che vuoi e niente di quello che non vuoi”.

Commodore Callback 8020: il telefono che si ribella allo smartphone
Il nome non è casuale. Callback (richiamata, letteralmente) è un invito a tornare. A sé stessi, alle conversazioni vere, a un rapporto con la tecnologia che sia strumentale e non totalizzante. E il modello (l’8020) richiama il principio di Pareto: il 20% delle funzioni che usi davvero, contro l’80% che ti tiene incollato allo schermo senza che tu l’abbia davvero scelto.

Commodore lo definisce apertamente una “retreat from Black Mirror technology”, e il posizionamento non potrebbe essere più chiaro: non è un telefono per chi vuole meno perché non sa usare la tecnologia. È un telefono per chi la tecnologia la conosce benissimo.
E ha deciso di usarla molto meno e a modo suo.

La filosofia prima delle specifiche
Peri Fractic, presidente e CEO di Commodore, ha spiegato che il Callback 8020 nasce dalla sua esperienza personale nel tentare di affrancarsi dalla dipendenza da smartphone. Non è quindi un prodotto costruito da marketer attorno a un trend: è il risultato di una riflessione genuina su cosa significhi avere in tasca un dispositivo che lavora per te, e non contro di te.

La filosofia che anima il Callback parte da una ricerca pubblicata nel 2025 su PNAS Nexus: bloccare l’accesso mobile a internet per due settimane ha migliorato l’attenzione, la salute mentale e il benessere soggettivo dei partecipanti (ne parliamo qui). Studi come quello di Hunt et al. (2018) mostrano come limitare i social media riduca solitudine e depressione. Commodore ha trasformato questi principi in un telefono con cui vivere ogni giorno.

La chiusura della conchiglia non è un gesto meccanico: è un endpoint deliberato. Un punto fermo invece di un altro invito a scorrere. E quando è chiuso, il piccolo schermo anteriore in stile VFD mostra solo l’essenziale: ora, batteria, segnale. Niente notifiche progettate per risucchiarti dentro.

Cosa fa (e cosa non fa)

Il Callback 8020 usa un sistema operativo Linux-based, Sailfish OS, in una versione completamente de-Googled, ma compatibile con oltre il 99% delle app Android. Tradotto: puoi avere WhatsApp, Signal, Google Maps, Spotify. Puoi comunicare, navigare, ascoltare musica. Quello che non puoi fare — e qui sta il punto — è scivolare nel vortice dei social, dell’email di lavoro sempre aperta, dei browser che portano ovunque e da nessuna parte.

Il blocco su social media, browser e app di posta elettronica è applicato a livello di sistema, con tecnologia brevettata. Non è una scelta che fai tu ogni mattina sfidando la tua forza di volontà: è una scelta che hai già fatto, una volta per tutte, decidendo di comprare questo telefono.

Zero AI di default. Eventuali app di intelligenza artificiale selezionate e certificate potranno essere scaricate dallo store proprietario Commostore — ma solo quelle che si impegnano esplicitamente a non usare i dati degli utenti per addestrare modelli.

La scheda tecnica: vintage nell’anima, contemporaneo nel cuore

È un telefono retro, non stupido: la dotazione tecnica è all’avanguardia, e a bordo ci sono anche alcuni giochi classici del Commodore 64 — e ovviamente Snake, omaggio all’altra grande icona del passato — oltre a suonerie e sveglie con i leggendari brani del chip SID del C64, in versioni ufficialmente licenziate.

I colori e i prezzi

Il Callback 8020 sarà disponibile in tre colorazioni base — Basic Beige, ProtoPET White e SX Silver — a $499. Chi vuole osare può scegliere la Starlight Edition trasparente a $550, o la Founders Edition in oro PVD con tasto “C+” placcato in oro 24 carati a $640.
I pre-ordini si aprono il 30 giugno 2026, con uno sconto di $100 per chi è già in lista d’attesa.

RIflessione

Al netto delle strategie di marketing, c’è qualcosa di profondamente coerente nell’idea che sia proprio Commodore, il marchio che negli anni ’80 aveva democratizzato il computer mettendolo in ogni casa (“Ora che ce l’hai che cosa te ne fai?” Canticchiava allegramente mia madre facendo il verso al celeberrimo spot televisivo di quegli anni), a proporre oggi un dispositivo che invita a usare la tecnologia con consapevolezza.
Allora come oggi, il messaggio è lo stesso: la macchina deve servirti, non il contrario.

Il Commodore Callback 8020 non è per tutti. È per chi ha già capito che il problema non è la tecnologia in sé, ma il modo in cui è stata progettata per catturare la nostra attenzione. È, in fondo, il telefono che molti di noi avrebbero voluto che qualcuno costruisse: abbastanza smart da essere utile, abbastanza coraggioso da dirsi stupido.

Meno scroll, più vita.
Già.