In un mondo in cui essere online è ormai diventato un imperativo categorico, la “resistenza” passa anche dalla scelta dei propri device. Ecco perché, anche al di fuori da segmenti di mercato senior, degli over70 per intenderci, o vintage, gli appassionati di oggetti datati, cresce una nuova tendenza: l’utilizzo del dumb phone o feature phone, in italiano telefono muto o anche telefono stupido, oppure telefono con accesso a un limitato set di funzioni.
È importante comprendere, infatti, che oltre agli “analfabeti digitali” o ai collezionisti di oggetti provenienti da altre epoche, i dumb phone offrono il grande vantaggio di consentire un digital detox sempre più desiderato.

Cos’è un dumb phone e come sceglierne uno
I telefoni non smart sono infatti privi di tutte quelle funzioni ansiogene da cui, tutti, siamo ormai assediati: notifiche, navigazione internet, app, social always on e così via. Si tratta di cellulari che non necessariamente devono essere prodotti di epoche fa, esistono linee di prodotti contemporanei che puntano specificamente a questa fascia di mercato.
Alcuni sono completamente privi di caratteristiche smart, altri consentono l’utilizzo di Whatsapp o, come il Punkt, la possibilità di usufruire del wifi e di fare da hotspot per dispositivi esterni.
Come non citare poi il redivivo Nokia 3310, un grande classico rivisitato in versione 3g.

La rinascita dei Feature Phone: i dati del fenomeno

Nonostante si possa pensare a una nicchia trascurabile, i numeri raccontano una storia diversa. Nel 2025, il mercato globale dei feature phones ha mostrato una crescita sorprendente, che non riguarda più solo i paesi in via di sviluppo, ma riguarda direttamente i mercati occidentali.

Boom di vendite: secondo le ultime analisi di mercato, le vendite di dumb phone negli Stati Uniti e in Europa sono cresciute del 22% nell’ultimo biennio.
Il fattore Gen Z: la spinta maggiore arriva dai nati tra il 1997 e il 2012. Una ricerca recente rivela che il 15% dei giovani adulti utilizza un dumb phone come dispositivo secondario (per il weekend o i concerti) per sfuggire al “doomscrolling”.
Un mercato da miliardi: il valore globale di questo segmento ha superato la soglia dei 12 miliardi di dollari, con brand come HMD Global (Nokia) che registrano sold-out costanti per i modelli “re-mastered”.

Oltre il detox
Ma quali sono le ragioni di questo fenomeno?

  1. Privacy come elemento costitutivo: in un’epoca dominata da algoritmi predittivi e tracciamento GPS pervasivo, il dumb phone è l’unica vera “bolla di invisibilità” legale. Non essendoci app, non c’è raccolta dati in background.
  2. Recupero dell’attenzione: passiamo in media 6 ore e 40 minuti al giorno davanti a uno schermo. Un telefono stupido rende meno stupido chi lo utilizza, visto che restituisce all’utente circa 20 ore settimanali di tempo libero precedentemente frammentato dalle notifiche e dal dovere di essere always on.
  3. Salute mentale e fisica: la riduzione della luce blu e la fine della gratificazione istantanea (i “like”) riducono drasticamente i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.

Non solo Nokia: l’evoluzione della specie
Oggi, come si diceva, la scelta non è più tra “vecchio” e “nuovo”, ma tra diversi gradi di minimalismo tecnologico:
Nokia 3310, il nostalgico con batteria infinita. E vogliamo parlare della possibilità di giocare a snake? Impagabile…
Qui il catalogo dei feature phone di casa Nokia.
Punkt, il minimalista (che costa come uno smartphone…). Design svizzero, sicurezza Blackberry e hotspot 4G. Ma 500 euro sembrano un po’ troppi.
Doro e KaiOS, gli ibridi social: supportano Whatsapp e Google Maps, ma con tastiera fisica.
Light Phone III, il kindle dei cellulari: come il celebre device per la lettura ha schermo e-ink, per chi tiene ai propri occhi.

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